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Indossa la tua più grande conquista, la conosci?

Viaelisa lo sa. Kamala Harris è la prima vicepresidente americana donna e ha detto qualcosa di molto importante appena eletta: “sono la prima ma non sarò l’ultima”. Una affermazione che dice molto più di quel che sembra. 

Prima di tutto afferma quanto sia vitale avere degli obiettivi ambiziosi, e quanto sia un dovere perseguirli, non precludersi – né precludere – l’opportunità di tentarli.

É davvero un grave tradimento verso noi stesse, ogni qual volta che decidiamo, nel quotidiano andirivieni, di “non partecipare”. Perché intanto non vincerò mai, non sono abbastanza, non appartengo a, non ho questo, non ho quello. Disconosciamo troppo spesso la nostra intima “essenza” e il peso del nostro carisma a favore di un imprecisato fantasma, di un’ombra inconsistente.  

Sono la prima ma non sarò l’ultima” ricorda anche quanto, arrivare primi, non risponda automaticamente ad una usurpazione di valore verso altri. Anzi, si rivela una guida, la dimostrazione di una nuova strada, una nuova possibilità, un nuovo “stile” da esempio.

Pensiamo a tutte le volte in cui arriviamo o abbiamo visto arrivare meritevolmente prime in tanti diversi modi, qualunque fosse l’obiettivo, e poi magari ripiegare su comportamenti che certo non magnificano la natura emotiva ed intelligente, quella che rende tutto migliore, squisitamente umano.

E lì perdiamo. Anche se fossimo arrivate “prime” andremmo a perdere consistenza, fino a “travestirci” in altro da noi. 

Sii te stessa – ha detto senza dirlo, Kamala – e così come sei, con coraggio e rispetto, puoi arrivare dove decidi di arrivare. Se non oggi, domani. Se non te, qualcuno dopo di te a cui avrai mostrato la strada.

L’emancipazione dal principio di egemonìa e di predominanza, è davvero elegante ed una bella promessa di benessere.

Perché sentirsi bene in ciò che si è, consapevoli e fieri di tutte le differenti sfumature, è libertà e bellezza.

“Chi sei tu? – disse il Bruco. Alice rispose con qualche timidezza: – Io a questo punto quasi non lo so più, signore – o meglio, so chi ero stamattina quando mi sono alzata, ma da allora credo di essere cambiata più di una volta.”

Ogni giorno cambiamo tante volte, come ricorda la nostra beneamata Alice nel Paese delle Meraviglie, perché la nostra anima dinamica ruota e rivoluziona – come il nostro pianeta – attorno ad un asse, che è la nostra essenza vitale.

Non c’è un modo che oblligatoriamente debba essere il predominante e imporsi su altri, solo perché ci dicono che deve essere così, c’è il “tuo” modo, il “tuo” piccolo grande mondo che sei. E va decisamente alla grande.

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