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Un bambino felice è un adulto che affronta la vita con coraggio e con passione. Ecco perché, quando chiediamo a chi ha bambini piccoli cosa si aspetti dal futuro dei propri figli, la risposta più matura che possa dare è forse la più semplice: “voglio che siano felici”. La felicità, se da una parte è un concetto astratto e molto soggettivo, dall'altra fa riferimento a qualcosa di molto concreto, ad una libertà da conquistarsi. Un individuo felice non è certo una persona spensierata e frivola, ma un essere umano in grado di godersi i vari aspetti della vita, senza abbattersi, ma piuttosto cercando soluzioni di fronte ai problemi quotidiani.

Tutto ciò presuppone sì un'inclinazione, una predisposizione dell'animo che non è (o almeno, non solo) scritta nei geni, quanto la risultante di tutta una serie di esperienze che si stratificano nella nostra mente già nei primi mesi di vita. Ecco perché è importante insegnare ai bambini come essere felici sin da piccoli. Nel loro percorso di vita anche il minimo dettaglio, la minima attenzione, risultano importanti per comprendere la realtà esterna. Così come è essenziale la loro “prima uscita”, cioè l'imprinting culturale che ricevono nel tentativo di dare risposte immediate a ciò che, giusto o sbagliato, accade loro intorno.

bambini felicità

Nel compilare questa piccola lista di consigli, che potremmo ribattezzare 'La guida per crescere bambini contenti e genitori felici', noi di Viaelisa ci teniamo quindi a sottolineare ancora una volta l'importanza dei processi educativi diretti e indiretti. Il benessere dei bambini non è qualcosa di lontano e distante, ma è proprio l'aspetto più importante del nostro presente. Anche se non ci pensiamo quasi mai, la crescita delle nuove generazioni è più importante di qualsiasi altra cosa: dell'abbattimento delle tasse e dell'assistenza sanitaria, dell'inflazione e dell'aumento del costo della benzina.


1 La felicità dei bambini comincia dai genitori

I bambini sono come spugne, si dice. I nostri figli sono come specchi alla cui vista non possiamo sottrarci. Il loro umore è direttamente proporzionale al nostro stato d'animo e, proprio per questa ragione, dobbiamo partire dal lavoro su noi stessi. Il nostro umore, proprio perché è in grado di condizionare il loro, conta di più. Così spesso succede che genitori felici hanno figli felici, mentre i figli di genitori depressi soffrono il doppio del tasso medio di depressione. Per fortuna non si tratta di una regola scritta da nessuna parte e ogni individuo ha una incredibile capacità di riscatto personale.

2 Insegnare loro i Valori lasciandoli al contempo liberi

Esiste anzitutto un concetto profondo di libertà ed è qualcosa che ha a che fare con la possibilità di amare ed essere amati, di rispettare gli altri, di seguire i propri sogni.
Tutti i genitori vorrebbero figli felici, ma nessuno conosce la formula esatta per la felicità. Ecco perché non è possibile stabilire con certezza quale sia il giusto livello di libertà che un genitore può concedere ai propri figli. Si tratta di bilanciare due aspetti, la naturale pulsione genitoriale a trasferire nella prole concetti e valori che hanno fatto parte della propria vita deve convivere con la possibilità che i figli possano intraprendere autonomamente la propria strada.

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3 L'importanza di crescere in un ambiente amorevole

È vero, non tutti i figli nascono uguali. Anche tra fratelli possono emergere sostanziali differenze di fondo. Facciamo un esempio. Nella famiglia Bianchi c'è Marco, il secondogenito di 7 anni, che si sveglia tutte le mattine arrabbiato e scontroso. Marco è un bambino un po' cupo, sembra ci sia nato così. Susanna, sua sorella di tre anni più grande, è completamente all'opposto, 'buona come il pane', si direbbe. Questo naturalmente è ciò che ci dicono i cromosomi. Ma c'è dell'altro, oltre alla genetica c'è l'ambiente. L'ambiente, inteso anzitutto come insieme di esseri viventi e di relazioni che si innescano fra questi. In questo senso non c'è aggettivo che sintetizzi meglio le caratteristiche che un ambiente ottimale per crescere figli deve avere. Un genitore, un nonno, un fratello maggiore amorevole “prova o dimostra affetto, benignità, premura” nei confronti degli elementi più piccoli della famiglia.

4 Connessioni e legami

Questo è un punto piuttosto semplice da capire, più difficile però da mettere in atto. In che modo un genitore può far sì che suo figlio non si senta solo, abbandonato, ma in ogni momento si senta parte di una famiglia – sia reale che allargata alle amicizie più intense? In altre parole, in che modo è possibile rendere piena e felice la vita di un bambino attraverso le relazioni? Ogni semplice legame può trasformarsi in una più profonda connessione con i familiari, qualcosa che ha a che fare con la sensazione di essere ben voluti, amati, accettati, compresi, desiderati.. in altre parole riconosciuti a tutti gli effetti come membri della famiglia.
Attraverso queste connessioni, non solo costruiamo solide basi per la felicità futura dei nostri figli, ma scongiuriamo anche il rischio di insorgenza di problematiche quali il disagio emotivo, la prepotenza e la violenza.

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